Criminologia
Ogni fascicolo contiene due storie: quella che si misura - dove, quando, con che mezzo - e quella che nessuna misura restituisce: perché quella persona, in quel momento, ha fatto quella cosa. Il processo ha bisogno di entrambe, ma la seconda resta quasi sempre affidata all'intuizione. La criminologia forense esiste per darle lo stesso rigore della prima.
Il criminologo non individua colpevoli e non formula diagnosi cliniche. Legge il comportamento alla luce del contesto: ricostruisce la traiettoria che ha condotto al fatto, riconosce gli indicatori di rischio presenti e assenti, colloca la condotta in una dinamica relazionale e distingue apertamente ciò che è documentato da ciò che è congetturale. Il risultato è un elaborato che può essere discusso in aula, contestato e verificato.
Quando serve
• In fase cautelare, quando si discute di pericolosità e rischio di reiterazione
• Nel merito, per dare spessore alla personalità dell'imputato oltre il certificato penale
• In materia di violenza domestica, stalking e maltrattamenti, dove l'analisi della relazione spiega ciò che le singole denunce non spiegano
• Sul versante della vittima, per documentare l'impatto della condotta subita
• In esecuzione e sorveglianza, a supporto delle misure alternative
• Fuori dal processo, per aziende, scuole e amministrazioni che devono valutare un rischio comportamentale prima che diventi un fatto
Interveniamo come consulenti tecnici di parte, ausiliari nelle indagini difensive e, ove disposto, consulenti d'ufficio. Laurea in Criminologia, master universitario in Criminologia clinica e scienze forensi.